Pochi luoghi sulla Terra possono eguagliare la profondità storica di Gibilterra, considerando le sue dimensioni. Questa minuscola penisola – di soli 6,7 chilometri quadrati – è stata abitata per oltre 50.000 anni ed è stata contesa da alcuni dei più grandi imperi della storia. Ecco la storia completa della Rocca.
Gibilterra Preistorica (Oltre 50.000 Anni Fa)
Gibilterra è uno dei siti Neanderthal più importanti al mondo. La Grotta di Gorham, sul versante orientale della Rocca, ha fornito prove che i Neanderthal abitarono Gibilterra fino a circa 32.000 anni fa, rendendola forse l'ultimo rifugio conosciuto dei Neanderthal sulla Terra. La grotta contiene incisioni a reticolo sulla parete rocciosa che alcuni ricercatori interpretano come prova del pensiero simbolico dei Neanderthal.
Nel 1848, un cranio di Neanderthal fu scoperto nella Cava di Forbes sul versante nord della Rocca. Questo fu in realtà trovato prima della famosa scoperta della Valle di Neander in Germania nel 1856; se fosse stato riconosciuto prima, oggi potremmo chiamare la specie "Homo calpicus" (da Calpe, l'antico nome della Rocca di Gibilterra) piuttosto che Homo neanderthalensis.
Il Complesso delle Grotte di Gorham è stato iscritto come Sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2016 in riconoscimento della sua eccezionale importanza per la comprensione della cultura e del comportamento dei Neanderthal.
Periodo Antico e Classico
Per gli antichi Fenici, Greci e Romani, Gibilterra era una delle Colonne d'Ercole, il confine mitologico del mondo conosciuto. L'antico nome della Rocca era Mons Calpe (l'altra Colonna era Mons Abyla, identificata con Jebel Musa o Monte Hacho in Nord Africa).
I Fenici visitarono l'area a partire dal 950 a.C. circa, stabilendo avamposti commerciali nella regione. I Romani conoscevano bene Gibilterra, e ritrovamenti archeologici suggeriscono una presenza romana sulla penisola, sebbene non sia stato identificato alcun insediamento importante.
Periodo Moresco (711-1462)
Nel 711 d.C., il generale omayyade Tariq ibn Ziyad attraversò dal Nord Africa con un esercito berbero e sbarcò a Gibilterra, usandola come punto di partenza per l'invasione moresca della Penisola Iberica. La Rocca fu chiamata Jebel Tariq ("Montagna di Tariq") in suo onore, nome che nel corso dei secoli si evolse in "Gibilterra".
Tariq ibn Ziyad ordinò la costruzione di una fortezza sulla Rocca, la prima versione di quello che oggi è il Castello Moresco. La fortezza fu ampliata e ricostruita più volte, in particolare dal Sultano Merinide Abu al-Hasan nel 1333. La Torre dell'Omaggio che sopravvive oggi risale principalmente a questa ricostruzione merinide.
Gibilterra passò di mano tra forze moresche e cristiane più volte durante la Reconquista. Il territorio fu assediato in almeno 14 occasioni durante il periodo medievale.
Periodo Spagnolo (1462-1704)
Nel 1462, le forze spagnole sotto Juan Alonso de Guzman, Duca di Medina Sidonia, conquistarono Gibilterra ai Mori. Per i successivi 242 anni, Gibilterra fu sotto la sovranità spagnola. Gli spagnoli svilupparono la città e le fortificazioni, e Gibilterra divenne un'importante base navale.
Nel 1501, la Regina Isabella I di Castiglia dichiarò Gibilterra possedimento della Corona, e i Re Cattolici concessero a Gibilterra uno stemma – un castello con una chiave – a simboleggiare il suo ruolo di "Chiave della Spagna". Questo stemma, con il motto "Montis Insignia Calpe" (Insegna della Rocca di Calpe), rimane oggi il simbolo araldico ufficiale di Gibilterra.
Conquista Britannica (1704)
Il 4 agosto 1704, durante la Guerra di Successione Spagnola, una forza anglo-olandese sotto l'Ammiraglio Sir George Rooke conquistò Gibilterra per conto dell'Arciduca Carlo, il pretendente asburgico al trono spagnolo. L'assalto durò solo poche ore. L'importanza strategica della Rocca fu immediatamente riconosciuta, e la Gran Bretagna decise di mantenerne il possesso.
Il Trattato di Utrecht (1713) cedette formalmente Gibilterra alla Gran Bretagna "in perpetuo", sebbene la Spagna abbia contestato i termini da allora e non abbia mai rinunciato alla sua rivendicazione sul territorio.
Il Grande Assedio (1779-1783)
L'episodio più famoso nella storia militare di Gibilterra è il Grande Assedio, un assedio combinato spagnolo e francese durato quasi quattro anni, durante l'era della Guerra d'Indipendenza Americana. Dal 1779 al 1783, circa 40.000 soldati spagnoli e francesi tentarono di riconquistare la Rocca da una guarnigione britannica di circa 5.000 uomini sotto il Generale George Augustus Eliott (in seguito Lord Heathfield).
L'assedio vide tattiche innovative da entrambe le parti. I britannici scavarono gallerie nella Rocca per creare postazioni per i cannoni – questi sono i Grandi Tunnel dell'Assedio che i visitatori possono esplorare oggi. L'azione culminante fu il Grande Assalto del 13 settembre 1782, quando gli assedianti lanciarono un attacco massiccio utilizzando batterie galleggianti appositamente progettate. I britannici usarono palle di cannone roventi (riscaldate in fornaci) per incendiare le batterie di legno, respingendo decisamente l'attacco.
Il Grande Assedio si concluse con il Trattato di Versailles (1783), che confermò la sovranità britannica su Gibilterra.
XIX Secolo: Fortezza e Colonia
Per tutto il XIX secolo, Gibilterra fu sviluppata in una delle posizioni più pesantemente fortificate dell'Impero Britannico. La costruzione di cantieri navali, ospedali militari, caserme e opere difensive trasformò la Rocca in una fortezza inespugnabile. L'apertura del Canale di Suez nel 1869 aumentò ulteriormente l'importanza strategica di Gibilterra come punto di passaggio chiave sulla rotta marittima tra la Gran Bretagna e il suo impero orientale.
Una popolazione civile crebbe accanto alla guarnigione militare. Coloni italiani (specialmente genovesi), maltesi, portoghesi, spagnoli ed ebrei formarono le fondamenta della moderna società di Gibilterra.
Guerre Mondiali
Durante la Prima Guerra Mondiale, Gibilterra servì come base navale per operazioni contro gli U-boat tedeschi nel Mediterraneo. Il porto fu un punto di raccolta cruciale per i convogli Alleati.
Nella Seconda Guerra Mondiale, il ruolo di Gibilterra fu ancora più significativo. L'intera popolazione civile fu evacuata – circa 16.000 persone furono trasferite a Londra, Madeira, Giamaica e Irlanda del Nord. I militari espansero la rete di tunnel all'interno della Rocca a oltre 50 chilometri, creando una città sotterranea capace di ospitare 16.000 soldati, completa di ospedali, impianti di distillazione dell'acqua e depositi di munizioni.
Gibilterra fu una base chiave per l'Operazione Torch (l'invasione Alleata del Nord Africa nel novembre 1942). Il Generale Dwight D. Eisenhower comandò l'operazione da un quartier generale in profondità all'interno della Rocca. I Tunnel della Seconda Guerra Mondiale sono ora aperti ai visitatori.
Dopoguerra e Autogoverno
Dopo la guerra, la popolazione evacuata fece ritorno, e Gibilterra iniziò la sua transizione verso l'autogoverno. Le tappe fondamentali includono:
- 1950: Fu istituito il Consiglio Legislativo, dando ai gibilterriani voce in capitolo nel governo.
- 1964: Introduzione di una nuova costituzione che prevedeva l'autogoverno interno.
- 1967: Un referendum sulla sovranità in cui il 99,6% votò per rimanere sotto la sovranità britannica.
- 1969: Una nuova costituzione istituì la Camera dell'Assemblea (ora Parlamento di Gibilterra) e un Consiglio dei Ministri guidato da un Primo Ministro. La Spagna rispose chiudendo il confine, che rimase sigillato fino al 1985.
- 2002: Un secondo referendum respinse la sovranità condivisa tra Gran Bretagna e Spagna con il 98,5% dei voti.
- 2006: Una nuova costituzione espanse ulteriormente l'autogoverno, stabilendo Gibilterra come una moderna democrazia parlamentare sotto la sovranità britannica.
Gibilterra Moderna
Oggi, Gibilterra è un prospero territorio d'oltremare britannico autogovernato con un'economia fiorente basata su servizi finanziari, giochi online, spedizioni, turismo e il suo ruolo di hub commerciale mediterraneo. Il suo PIL pro capite è tra i più alti al mondo. Il territorio continua a gestire la sua complessa relazione con la Spagna e, post-Brexit, la sua evolvente connessione con l'Unione Europea, il tutto mantenendo un forte senso di identità come comunità unica e orgogliosamente gibilterriana.